lunedì, ottobre 31
17:56

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GRAZIE MORATTI/1

Archiviato da ValerioT ValerioT in: societĂ , governo e affini

Inizio una breve serie di post per indicare quanto le riforme varate nei 5 anni di governo dal nostro ministro non solo contribuiscano a peggiorare lo stato di tutto il ciclo formativo italiano, ma manchino clamorosamente gli obiettivi minimi e facciano proseguire la scuola italiana nel suo veloce cammino di degrado.

Basterebbe questo per capire quanto diffuso e radicato sia davvero il germe della grande illusione in Italia. E' lo stesso che ci impedisce di ricordare quanto diceva Antonio Gramsci, non Luigi Einaudi: si costruirà un meccanismo per selezionare e fare avanzare le capacità individuali dalla massa popolare.
(...)
Se ci pensate la radice culturale di questa "raccomandazione" è la stessa che ci spinge a chiamare "secchione" il primo della classe in Italia. Fa il suo dovere, lo fa con intelligenza, compete e vince la sua prima gara, ma non lo deve far vedere, spesso è costretto a nascondersi, talvolta si vergogna sinceramente, addirittura in alcuni casi finge di sbagliare per essere accettato dagli altri. In Inghilterra il primo della classe è orgoglioso dei suoi risultati, ma soprattutto sono gli altri a guardarlo con ammirazione, a indicarlo come modello da imitare, gioiosamente, sportivamente. Per slegare l'Italia bisogna partire dai banchi delle elementari e, purtroppo, siamo ridotti così male, che vi vorrà parecchio tempo.

Chi ha il coraggio di dire che stiamo costruendo una generazione di ciucci spesso viziati, senza idee, senza regole? Chi si ribella a questo stato di cose? Il programma più aggiornato dell'Ocse ci informa che nella graduatoria di merito gli italiani si collocano al quart'ultimo posto, peggio fanno solo portoghesi, greci, turchi e messicani.
(...)
Perchè succede tutto questo? Forse, c'entra qualcosa il fatto che la Corte di cassazione ha condannato per violenza privata un professore di Lecco per avere tentato di farsi consegnare da una studentessa il cellulare che, malgrado gli inviti a desistere, lei continuava ad usare durante la lezione. Il professore, prendendo per il braccio la ragazza, le avrebbe provocato un "dolorino" al piercing e in questo sarebbe consisitita la violenza. Ma è possibile che se entri in un cinema ti invitano a spegnere il telefonino mentre lo si fa impunemente trillare in un'aula di scuola? Perchè si lasciano soli e disarmati quei pochissimi professori che cercano ancora di fermare un dilagante fiume di permissivismo e ignoranza?

Roberto Npoletano
FARDELLI D'ITALIA
Sperling & Kupfer Editori



venerdì, ottobre 28
12:46

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LEGALITA'

http://liberopensiero.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=708866
http://liberopensiero.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=708884

Segnalo questi due post per approfondire il dibattito.
Al di là di destra e sinistra, quella che è realmente assente è la politica.
In uno stato affamato di soldi, pieno di debiti, dominato dai conflitti di interessi e gli interessi personali, la soluzione a questi problemi è diventata veramente l'ultima priorità.

Nessuno parla di integrazione sociale, che non è magica né predicata, ma passa attraverso iniziative concrete, di sostegno agli italiani, agli stranieri e alla legalità. Ma qui si tratta di fare, non parlare. E poi nel sociale mica girano i soldi che girano nelle opere pubbliche!



giovedì, ottobre 27
14:50

commenti (3)

LA SINISTRA E LA LEGALITĂ€

Archiviato da Dicke Dicke in: giustizia, legalitĂ , governo e affini

Caro direttore, quanto sta accadendo in questi giorni a Bologna ha posto all'attenzione di tutti una questione fondamentale, ovvero il problema della sicurezza e della legalità, soprattutto nelle aree urbane. Sin dal primo momento, ho manifestato apertamente il mio appoggio e la mia solidarietà al sindaco Cofferati per la sua coraggiosa svolta legalitaria. Chi amministra una città ha, tra le sue priorità, il bene dei suoi amministrati, e il sindaco di Bologna sta dimostrando di avere a cuore il problema di tutti i suoi concittadini.
Le istanze di chi si trova in difficoltà, di chi vive il dramma della casa o della mancanza del lavoro sono legittime e non possono non avere l'umana comprensione di tutti, io in prima linea. Ma da qui a pensare che legittime istanze possano essere una valida ragione per violare la legge, per lasciarsi andare ad atti vandalici, per assalire le forze dell'ordine che esercitano un loro precisò dovere, per commettere azioni di violenza e delinquenza, come saccheggi di megastore o distruzioni di vetrine, significa trasformare un diritto in una vera e propria azione arbitraria che danneggia chi la commette e limita i diritti fondamentali di tutti i cittadini.
La violenza genera violenza, crea i presupposti di un'insicurezza collettiva che danneggia l'immagine e il bene dell'intera collettività. La legalità genera legalità, è l'unico mezzo per tutelare i più deboli tra i deboli l'unica via per dare fiato a chi è disperato ma urla meno degli altri, chi è in difficoltà ma rispetta la legge.
È di questi cittadini, in primis, che dobbiamo aver cura.
La presa di posizione del sindaco di Bologna ha rotto uno storico tabù, ovvero, quello che "per consuetudine politica" la legalità e la sicurezza sia ad appannaggio esclusivo della destra. La risolutezza e la determinazione con la quale Cofferati ha preso in mano la situazione non poteva non ricevere il mio personale plauso e quello di Italia dei Valori, giacché la legalità è una delle ragioni fondanti di IdV,appartiene al Dna costitutivo del nostro movimento che, senza ipocrisie "pelose", ha sempre ritenuto e ritiene la legalità un valore assoluto, che non ha e, soprattutto, non deve avere colorazione politica.Così come, ad esempio, la cultura non appartiene solo ed esclusivamente alla, sinistra, la legalità non appartiene solo ed esclusivamente alla destra. La sicurezza dei cittadini è un valore trasversale, universale che non appartiene di diritto a nessuno, e sul quale nessuno può appendere "in maniera preconcetta" il cappello: le paure dei cittadini sono reali, le richieste di intervento legittime e bene fa chi riveste un ruolo istituzionale a dare risposte concrete a chi gli chiede misure urgenti, e risposte concrete di fronte una situazione insostenibile.
Ora, così come è vero ciò, è altrettanto vero che bisogna saper sempre trovare la quadratura del cerchio tra legalità e umanità. In questo senso, bene ha fatto il sindaco di Roma Valter Veltroni che ha ordinato sgomberi di campi Rom nella Capitale, dando loro, di contro, un nuovo posto "più umano" dove vivere. Sono certo che il sindaco di Bologna, che è uomo di coscienza con un lungo trascorso nel sindacato, saprà fare altrettanto.
Antonio Di Pietro-La Padania 27/10/05

ne sono certa anche io.



mercoledì, ottobre 26
16:47

commenti (6)

FINALMENTE QUALCUNO SI E’ SVEGLIATO

Archiviato da Dicke Dicke in: statistiche, consapevolezza, libertĂ , societĂ 

Nei commenti a questo mio post è seguita una polemica infinita che riguardava un articolo diverso da quello da me citato, di Felice Manti. Ho specificato più volte che il mio post non faceva riferimento a lui (c’era un link!) e che comunque, trovavo il suo articolo fazioso, non menzognero.Combinazione vuole che Felice Manti abbia un blog e combinazione vuole che mentre qui iniziava la polemica io stessi proprio discutendo con lui. Come si può discutere su un blog, ovvio.

Oggi mi comunica di aver fatto un’ intervista e con mia enorme sorpresa scopro che Mr. Manti ha chiamato Ms. Karlekar  e le ha domandato semplicemente: perché?

VIVADIO, c’è qualcuno a cui viene in mente di seguire la logica! Sono stati scritti fiumi di parole su questa trasmissione e sulla classifica e sulla libertà di stampa (brutta la strumentalizzazione di matrix,davvero brutta) quando la sola cosa da fare subito era andare dai diretti interessati e chiedere:perché?

Era complicato secondo voi?No che non lo era. Bastava aver letto il rapporto dove ci sono nomi e cognomi. E telefonare. Lui,però, è l’unico che l’abbia fatto (almeno a me risulta così, se avete notizia di altre interviste, ditelo).

La sua interpretazione, che leggete nell’intervista è nel titolo, resta: jannuzzi free, italia up.

Io resto in forte disaccordo con questa opinione, non è certo quello che cambia la sostanza. So che la chiusa dell’articolo dice:ritornerete liberi Ma nei saluti finali si è sempre un po’ spicci specie con unoche ti attacca duramente (quelle frasi mozzate ogni volta che si nomina il salvatore azzurro..:-)) e poi lei non sa che in parlamento c’è un’adorabile legge sulle intercettazioni che si aggiungerà a quella affossata in senato. Comunque sia io il pezzo lo apprezzato moltissimo.

Mi si potrebbe obiettare:come sarebbe l’altro mentiva e lui no?

No. E’ fazioso, usa l’informazione come pare a lui (o al suo giornale non ho indagato e NON mi interessa) e in questo, non è  meglio o peggio di altri giornalisti (tv compresa). Non che la cosa mi stia bene, ma siccome il sistema è questo, non vedo perché dovrei dare proprio addosso a lui, che peraltro si mette in gioco. Quello che vedo  è che,  da un’intervista così, ognuno può farsi un’idea anche diversa dalle conclusioni del giornalista. Parliamo della gente normale, che internet non lo usa, che non sa chi è FH, che si ritrova a non capire il quadro generale. Però è in grado di leggere da sola che:

Nove punti. Perché così tanti? Che cosa ci ha penalizzato?

« L'arresto di due giornalisti. Le perquisizioni nei giornali. Sono misure gravi per un Paese occidentale.La legge Gasparri. Il fatto che la famiglia Berlusconi controlli due quotidiani tra gli otto nazionali...». (potremmo aggiungere le denuncie ai giornalisti)

e farsi un’idea diversa dal giornale stesso.

Sull’argomento classifica avremo modo di parlare in un altro momento, criticare la sua come altre interpretazioni (di Libero no, mi rifiuto). e magari arrivare al nocciolo vero del problema che non è avere 30 punti invece di 31.

Per ora mi sollazzo con il pensiero  (e lui mi perdonerà la presunzione), che avendogli rotto l’anima tutto il giorno, forse ho contribuito a che questa intervista avesse luogo.



mercoledì, ottobre 26
13:58

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RIFORME BARONALI/3 - LA FAMIGLIA ALLARGATA

Archiviato da ValerioT ValerioT in: enti pubblici, governo e affini

"La stanza numero 24 è quella del professor Giovanni Tatarano, ordinario di diritto privato. Suo figlio Marco insegna lì accanto, nella stanza numero 4. Sua figlia Maria Chiara riceve gli studenti proprio di fronte a papà, nella stanza numero 12. Tutta la famiglia in un corridoio. E non come quegli altri, che si sono sparpagliati invece su quattro piani sopra cinque cattedre. Quegli altri che si chiamano Dell'Atti, tutti parenti, tutti docenti. Ma mai tanti e mai tanto esimi come i Massari, nove tra fratelli e nipoti e cugini, probabilmente la tribù accademica più numerosa d'Italia. Benvenuti all'università di Bari, benvenuti nella città dove in pochi intimi si spartiscono il sapere e il potere.
Buongiorno, dov'è la stanza del professor Girone? <<Girone chi?>> risponde spazientito il vecchio custode di economia e commercio. <<Girone Giovanni il Magnifico Rettore o Girone Raffaella che è sua figlia? Girone Gianluca che è suo figlio o Girone Sallustio Giulia che è sua moglie? In ordine, stanza numero 3, stanza numero 26, stanza numero 58, stanza numero 13.>> E aggiunge, sempre più infastidito, il custode: <<Poi se vuole parlare con un altro parente stretto dei Girone, ci sarebbe pur il dottore Francesco Campobasso, associato di statistica, che è il marito della professoressa Raffaella, quinto piano, stanza numero 19.>>
Concorsi a regola d'arte, carte naturalmente sempre a posto come vuole la legge. Tanto a vincere sono soprattutto i parenti.[...]

"L'università di famigliopoli - A Bari gli insegnamenti passano di parente in parente: fino a 9 cattedre con lo stesso cognome." - Repubblica, 3 Marzo 2005 - Attilio Bolzoni

Tratto da Fardelli d'Italia - Roberto Napoletano