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AUGURI
AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI!
Il blog (o meglio il blogger) sospende la sua attività per ferie. Ci vediamo il 2 gennaio!
Auguri a tutti.
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Auguri a tutti.
Il sogno americano: lo stupendo ideale nella testa di un popolo che tutto il mondo ammira e invidia. Il sogno pareva possibile.
Passano gli anni, cambiano i presidenti. Tutti spingono meglio che possono gli USA, ma l'economia si sgonfia. Non va, non funziona. Il capitalismo estremo non paga, come tutti gli estremi. In vari presidenti rappezzano, tentano rilanci. Il sogno vacilla.
Poi Bush. L'11 settembre: la sua più grossa fortuna. Un presidente con un paese in crisi (non ammessa mai da nessuno, ma la situazione era chiara) eletto per una manciata di voti e contestato. L'attentato offre a lui una doppia occasione: quella di compattare il popolo americano intorno a lui, superando la sua criticissima situazione; quella di scatenare due guerre, da sempre motori dell'economia americana.
Tutto questo gli dà la forza di proseguire per altri quattro anni e prolungare l'agonia americana.
Purtroppo la guerra continua e non si profilano successi all'orizzonte. Il beneficio economico non è più così tangibile, se non per i suoi più stretti sostenitori: le multinazionali del petrolio. I proclami, i nazionalismi, la lotta al terrorismo non bastano più. Gli USA sentono la morsa della crisi e il presidente è incapace di porvi una soluzione. Molti americani cominciano a rendersi conto di chi hanno eletto.
L'ultimo episodio è di questi giorni. Lo sciopero di New York.
Per noi è un evento normale, per gli USA un evento storico: non accadeva da 25 anni. Gli scioperanti hanno bloccato un'intera città: a poco serve la multa di 1.000.000 di dollari al giorno, la crisi è più forte.
Siamo di fronte alla crisi di un modello economico. La teoria del libero mercato di Smith, della autoregolamentazione, degli equilibri non regge: il ricco diventa più ricco ed il povero più povero. Certo il povero ha più opportunità che in altri tempi, ma solo sulla carta.
Il sogno si è infranto per sempre. E con esso una buona parte dei sogni e dei miti della nostra civiltà.
La crisi è di un sistema che negli ultimi 60 anni ha regolato il mondo intero. Tutti ne sono dipendenti, tutti ne risentono. Uscirne non sarà facile, perchè vuol dire andare contro coloro che sostengono chi deve decidere di togliere loro ricchezza, potere, privilegi.
Sarà una lunga agonia, ma alla fine i 2/3 del mondo che premomo e che in totale hanno molto molto meno del 1/3 ricco, vincerà.
I nostri governanti (quelli di questo terzo di mondo) sono incapaci di invertire la rotta, perchè contro gli elettori che danno loro potere, privilegi, ricchezza.
Il più longevo stato italiano (la Repubblica di Venezia) è morto così: di vecchiaia, incapace di rinnovarsi.
La storia insegna sempre.
Nella blogsfera è quasi unanime la gioia o quantomeno il sollievo per le dimissioni di Fazio.
Personalmente trovo questo atteggiamento completamente fuori luogo.
Innanzitutto è una vicenda deprimente, sia per quel che riguarda lui sia per tutte le persone (Fiorani, Billè & C.) che ne sono coinvolte.
Il vero dramma però è che SIAMO di fronte a una nuova tangentopoli che NON scoppierà. Fazio pagherà (almeno ufficialmente, ma cosa avrà ottenuto in cambio per sacrificarsi?), il problema è che nulla cambiarà nel sistema Italia. I politici non sono stati neanche nominati e non lo saranno perchè è chiaro che il convolgimento è massiccio e soprattutto bipartisan. Lampante è l'atteggiamento del capo del governo, riluttante in tutto, teso a minimizzare e a fare il meno possibile per cambiare questo sistema. Altrettanto evidente è l'atteggiamento dell'opposizione, che in fondo approva tutto, tanto che non ha difficoltà ad appoggire la CDL nella nuova nomina, sulla quale FATALITA' si sono trovati subito d'accordo.
Anzi, il cammino per rendere stabile questo sistema e proteggere ancora di più imbroglioni e politici continua...
Nel frattanto l'Italia langue, si impoverisce (o meglio aumenta il divario sociale e si concentra la ricchezza). L'economia stagna.
Forse ci illudiamo che cambiando chi ci governa ad aprile cambierà qualcosa. Ho l'impressione che saremo di fronte ad un'altra cocente delusione.
Per una volta racconto una storia personale, per evidenziare quello che sappiamo tutti: questa è l'Italia, possiamo pretendere politici, governanti, imprenditori, manager, banchieri diversi?
Ieri sera sono andato a vedere il concerto di Giorgia a Padova. In assoluto il concerto più bello che abbia mai visto in vita mia: una voce stupenda, piena, cristallina che per un'ora e 50 minuti ha lasciato estasiate 2500 persone. Nulla da dire su di lei, molto da dire su luoghi e organizzazione.
A Padova si fanno mediamente 3/4 concerti al mese di cantanti famosi, internazionali e italiani. Lo spazio usato è il palasport, raramente viene usata la fiera o lo stadio.
Il palasport è una struttura vergognosa: letteralmente una scatola di latta con all'interno delle tribune del tipo di quelle mobili che vengono normalmente montate per le manifestazioni temporanee. Bruttussime, pericolossissime (sono alte e i vuoti sotto i sedili sono grandi, soprattutto considerando che c'erano anche bambini), scomodissime. All'interno del palasport c'erano 2 ristoratori che cucinavano salsiccie, wurstel e patate fritte senza ALCUNA NORMA: il fumo (e la puzza delle cucine) si innalva nel palasport creando 5 metri di nebbia nella parte alta e una puzza soffocante. Le autorità erano lì, i vigili erano lì: nessuno ha detto nulla. E la 626? Se vengono nel mio ufficio e trovano una multipresa volante (sicurissima e nuova) prendo la multa, qui eravamo in condizioni da terzo mondo e tutto andava bene.
Per entrare ci siamo presentati all'ingresso alle 18.15. Sul giornale era scritto che avrebbero aperto alle 18.30, invece hanno aperto alle 19.30. Il tutto in un concerto non certo con giovinastri, ma molti genitori con bambini. Ci siamo messi in coda.
Nel frattanto sono affluite centinaia di persone, quasi nessuno si è messo in coda, ma si è infilato in vari modi in testa, chi facendo il furbo, chi aspettando il momento buono.
All'apertura le spinte della folla sono state allucinanti (nella folla c'erano molti bambini) e quasi tutti i furbi, spingendo moltissimo naturalmente, sono entrati per primi. Noi che attendevamo da un'ora, tra i primi, ci siamo trovati praticamente a metà gradinata.
Usare transenne per prevenire la nostra italianità ed evitare il solito premio abituale ai furbi pareva brutto?
Sicuramente l'episodio è banale. Non sono condizioni inaccettabili, lo sono per un paese che vuole entrare in Europa, che vuole essere il 6 pease industrializzato, che si lamenta di Fiorani, che evoca la civiltà.
La crescita sociale, prima che dai grandi atti, nasce dalle iniziative di tutti i giorni.
Ancora una volta gli amministratori padovani (destra e sinistra) hanno dimostrato di saper spendere decine di milioni di euro inutilmente, ma non spenderne pochi per rifare un palastport USATISSIMO (a Padova ci sono anche 2 squadre di pallavolo in serie A).
Zed Live, bravissimo nelle prevedendite, inesistente nella gestione dell'evento. Se la puntualità con il quale hanno cercato di impedire di scattare foto fosse stata usata anche per gestire le entrate e i conseguenti sconventi aspetti della nostra italianità, avrebbe quantomeno dato l'immagine di non essere il solito bravo venditore di spazzole (per altro con pochissima concorrenza).
L'Italia si riforma anche da qui: cominciando a combattere la mentalità del "furbetto del quartierino". Anche perchè prima o poi si diventa il trombato del quartierone. Il problema è che nel frattanto le vittime rimangono le persone comuni.
La politica.
La grande assente della vicenza Fiorani/Fazio è la politica. Troppo concentrata sui propri interessi personali e sulle loro beghe interne. Troppo attenta a fare i propri affari, che spesso passano da persone come Fiorani e Fazio.
Devono uscire i nomi dei politici coinvolti, quelli veri, non i prestanome che hanno chiamato ora. Accadrà?
Berlusconi ha detto che non sarà un'altra tangentopoli: l'unica certezza che non accada deriva dal fatto che tutto sarà insabbiato prima di arrivare nei posti chiave.
Tutti parlano dello scandalo di Fiorani e Fazio con grandi parole (truffa, furti, insider trading). Quella che trovo vergognosissima è l'assenza dello stato e dei sui organi nella tutela del cittadino. Cirio e Parmalat insegnano.
Tutti urlano alla truffa, allo scandalo, ma le vere vittime chi sono state e cosa hanno ricevuto a rimborso?
Anche qui, nessuno si preoccupa di restituire il maltolto. Fiorani parla di restituzione, ben sapendo che come sempre questo in Italia chiuderà tutto.
La politica è marcia, dentro e fuori e tutti lo sanno. Come facciamo ad aspettarci la tutela dei nostri interessi da chi ha interesse a non tutelarci? E in queste pieghe la connivenza con chi vuole passare sopra al cittadino è facilissima.
Al contrario di tutte le grandi democrazie, siamo l'unica senza una vera tutela del consumatore, del cittadino. Abbiamo l'unico libero mercato da cui i cittadini non traggono frutti positivi. Abbiamo l'unica economia che non riparte.
Le vicende di questi giorni evidenziano i problemi strutturali dell'Italia, quelli che nessuno vuole dichiarare ed affrontare. I "singoli casi" ormai sono tanti e considerarli ancora singoli casi è prendersi per i fondelli.
Come reagire? Desolante.