sabato, dicembre 30
11:53

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L'ANNO CHE VERRA'

Archiviato da ValerioT ValerioT in: governo e affini
Attendiamo il 2007 e speriamo.

Nel 2006 ci aspettavamo una svolta. Siamo riusciti a cambiare chi governa, ma non siamo riusciti a cambiare nulla nella politica.
Abbiamo atteso Prodi come la salvezza e certo non si può dire che questo sia stato.
A parte i molti convinti per il pericolo della democrazia, pericolo che personalmente né sento né condivido (e su questo abbiamo discusso molte volte su questo blog, ma tant'è: il vero pericolo non si è mai manifestato), vedo un governo che ha fatto grandi promesse, previo gabbare pesantemente gli italiani.
Indulto e finanziaria non sono solo pillole amare, sono un tradimento delle promesse e delle aspettative. Sono un grave scollamento della politica dal paese.
E soprattutto sono inutili per il futuro degli italiani.

Ora attendiamo questa famosa fase 2 (o chiamatela come vi pare), che sta diventando come l'anno che verrà: tante chiacchiere e poca sostanza.

Una sinistra sociale ha imposto tasse più ingiuste del centro destra, colpendo tutti, senza criteri, senza senso, sensa obiettivi. Ok, l'abbiamo digerita, come sempre. Ora i soldi li hanno razziati. Che faranno? Arriveranno queste famose riforme?
Di Pietro ci lascia ben presagire, come dico da mesi, che tutto ciò non ci sarà. E ne siamo perfettamente coscienti tutti, solo che non lo vogliamo ammettere.
E Prodi continua a promettere un mondo migliore.... ma intanto la vita, anche quest'anno, è aumentata moltissimo per tutti, anche grazie a lui, e le varie aziende "privatizzate" (presa per i fondelli tipicamente italiana) stanno già annunciando le raffiche di aumenti: ferrovie, enel, rai... attendiamo telecom, autostrade. Acqua e gas ce li infioccano direttamente in bolletta senza dirci nulla.
Ma c'è la ripresa, avremo un futuro migliore... ce lo stiamo pagando col sangue questo futuro!!!
Ma il governo tace, soprattutto sulle questioni fondamentali. O meglio, parla a vuoto, che è ancora peggio perchè diventa presa per il c....

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando.
E questa è la novità.


venerdì, dicembre 22
23:25

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Eminemz...

Archiviato da DatieFatti DatieFatti in:

A Welby non si possono concedere le esequie religiose. E' la posizione del Vicariato di Roma, guidato dal cardinale Camillo Ruini, che precisa di "non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dei casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dr.Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica. Non vengono però meno le preghiere per l'eterna salvezza del defunto". (fonte: notiziario di LIbero, Affari Italiani)

Stiamo ritornando al divieto di seppellire in terra consacrata i suicidi. Però si prega per la loro anima.

E allora, si fatica a capire dove sia la coerenza. Si prega perché vadano in paradiso, ma non si accetta la pietas cristiana nei loro confronti.

Eminemz, vuole che le spiattelli in faccia tutte le volte che la chiesaunasantacattolicaromana ha violato impunemente il Vangelo, o che ha modificato pro-domo-sua i dieci comandamenti?

A quando assisteremo al cardinal Ruini che dice "la donna deve essere sottomessa e ubbidire", oppure "anatema a tutti i comunisti"?

Eminemz, ma si fa mai i cavoli suoi?

Vogliamo parlare di come la chiesaunasantacattolicaromana declina il Verbo: "non  giudicare, se non vuoi essere giudicato"?

Eminemz, nessuno glielo dice mai, che perdete vocazioni perchè ragionate coi... (fa rima, eh?)

 



venerdì, dicembre 22
09:11

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Da oggi, ci sono anch'io.

Archiviato da DatieFatti DatieFatti in: diritti umani, consapevolezza

Ringrazio Valerio e Dicke per l'onore che mi fanno accettandomi tra loro, ed esordisco qui con una denuncia, un grido di sdegno:

NESSUNO TOCCHI ABELE

Sette anni fa, in Libia, ci fu un’epidemia di aids tra i bimbi ricoverati in un’ospedale.

L’aids, latente tra la popolazione, già c’era da tempo, ma il regime lo negava.

L’aids, latente da tempo, esplose perché ("taglio dei costi") iniziarono, in quell’ospedale come (immagino) in altri, a riutilizzare siringhe ed aghi.

Cinque infermiere straniere (bulgare), e un infermiere maschio, furono accusati, presi come capri espiatori dal regime.

Sono stati condannati a morte il 19 dicembre.

Gheddafi ora vorrebbe fare marcia indietro, ma l’opinione pubblica libica, gonfiata da anni di propaganda, è oramai decisa e chiede le teste di queste sei persone, assolutamente innocenti, che da sette anni vengono fatte languire nelle galere del regime e torturate.

E sotto tortura – si sa – uno riesce a far ammettere a Bush di essere comunista…

Tutto il mio sdegno, tutta la mia protesta, tutto il mio appello agli spiriti liberi di destra e di sinistra, mobilitiamoci, facciamo qualche cosa.

Non tutto è perduto, c’è ancora l’ultimo processo d’appello.

Qui non possiamo nemmeno dire "nessuno tocchi Caino".

Qui bisogna urlare "nessuno tocchi Abele".



giovedì, dicembre 21
09:42

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L'EREDITA' DI WELBY

Archiviato da ValerioT ValerioT in: enti pubblici, governo e affini, politica oscena
Oggi è morto Piergiorgio Welby.
La sua vicenda da un lato mi ha fatto provare forti sentimenti di pietà, ma dall'altro mi ha fatto provare una profonda rabbia.
Ho vissuto un paio di anni fa una vicenda simile. Un amico, non sofferente della stessa malattia, ma comunque nelle stesse identiche condizioni, attaccato ad una macchina, incapace di qualunque movimento, attendeva la sua morte. Che sarebbe avvenuta per soffocamento (come accade spesso a chi è attaccato ad un respiratore) o per cedimento cardiaco. Lui è stato fortunato e gli è capitato il secondo.

La colpa del mio amico è stata quella di non essere Piergiorgio Welby.
Ergo, nessuno si è prodigato per lui in nessun modo (mi riferisco a sanità, strutture di assistenza o quant'altro) eccetto la sua famiglia, lasciata sola nel dramma più totale. Hanno fatto ricorso alla commissione etica, che nelle lungaggini burocratiche, ha poi sentenziato che si trattava di accanimento terapeutico. Detto questo, non hanno fatto assolutamente null'altro, neanche la terapia del dolore, che in gran parte la famiglia (fortunatamente) si è pagata.
Lui è morto e non è accaduto nulla. Tutti coloro coinvolti nella vicenda (medici, dirigenti sanitari, strutture) hanno continuato a fregarsene e a lasciare gli altri come lui e le loro famiglie nella disperazione quotidiana (continuando a percepire stipendi e premi).

Welby almeno è stato assistito decentemente e sicuramente ha ricevuto la terapia del dolore, non è poco.

La vera eredità? La dimostrazione di un'Italia vergognosa che riassumo brevemente.
1) Una classe politica non solo non in grado di legiferare, ma neanche di affrontare il problema. Non si è neanche discusso, forse per l'impreparazione, forse per paura di perdere i voti dei cattolici o di affrontare la chiesa, forse solo per evitarsi la rogna.
2) Una burocrazia macchinosissima, incapace e assolutamente inadeguata ai tempi "umani": ha fatto prima a morire che a mandare avanti le pratiche...
3) Una classe di giudici paraculi: erano chiamati a decidere non sulla mancanza di leggi, che si sapeva, ma su cosa si poteva fare; decisione rognosa, meglio rifugiarsi sul facile vuoto legislativo. Che ci fosse un vuoto lo sapevamo, ma il giudice è chiamato a decidere in base alle leggi esistenti. Invece non ha deciso.
4) La decisione della Commissione Superiore della Sanità, che ha reputato Welby "non in pericolo di vita" dimostra o una profonda incapacità dei nostri dirigenti o superpagata paraculaggine. Opto per la seconda.
5) Come ha sottolineato anche ieri Napolitano, uno scollamento clamoroso tra politica/istituzioni e paese: lo stato non riesce più a rispondere ai cittadini e alle loro esigenze e questo, oltre ad essere grave, è pericoloso.

E' stato giusto fare vivere Welby.
Welby è vissuto per qualcosa: per lasciarci in eredità la coscienza della pochezza del nostro stato.
E scusate se è poco.


mercoledì, dicembre 20
21:24

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Grande Di Pietro

Archiviato da ValerioT ValerioT in: governo e affini
In una classe politica che blatera continuamente di progresso, digitalizzazione, tecnologia non avendo la benchè minima idea di quello che dice e di quello che legifera, anzi dimostrando di non essere in grado di rimanere al passo dei tempi... chi ha sempre usato internet come mezzo di comunicazione di massa e a basso prezzo dimostra chiaramente come farne un uso sociale.
Un messaggio, affidato a YouTube, sta girando. E' Di Pietro, che con pochi soldi, sta facendo conoscere all'Italia la sua opera. Grande, da sostenere, perchè primo vero esempio di politico che si avvicina ai cittadini.
E merita di essere sostenuto, non solo perchè sa stare al passo con i tempi, ma anche per la profonda giustizia che c'è nella sua battaglia.
Forza Di Pietro!