mercoledì, marzo 28
06:43

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ASSENZA

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Mi scuso con tutti.

Questa settimana sono in Kazakistan per lavoro, quindi mi sarà impossibile postare.

Però vi racconterò le sansazioni da una parte del mondo completamente diversa dalla nostra.

A presto.



giovedì, marzo 22
17:48

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PADOA-SCHIOPPA: PER FAVORE BASTA

Archiviato da ValerioT ValerioT in: governo e affini
Proprio qualche giorno fa segnalavo come la Banca D'Italia faceva notare che il debito pubblico continuava a crescere imperterrito, nonostante le campagne, le finanziarie, l'alternarsi dei governi.
E segnalavo come l'ottimismo fosse completamente fuori luogo, perchè i numeri lo domostrano.

Dopo due anni di allarmante risalita il rapporto debito/Pil riprende a decrescere: nel 2007 passerà al 105,4% dal 106,8% del 2006. La nuova stima è stata fornita dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che, nel corso dell'audizione al Palazzo Madama, ha presentato un'integrazione alla Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica.

e poi...

Il miglioramento del deficit nel 2006 è dovuto «a maggiori entrate, minore spese correnti e minori spese in conto capitale».

A meno di un anno dall'entrata in carica del Governo - dice Padoa-Schioppa - l'Italia ha una situazione economica dei conti pubblici notevolmente migliorata e si trova adesso nella condizione di dover gestire il risultato positivo, cercando evitare errori e ricadere in condizioni critiche, ma senza dubbio lo stato di emergenza dei conti si può dire superato

Qualcuno potrebbe domandare al buon ministro da dove vengono queste stime, visto che definisce una parte di quelle del 2006 inspiegabili? Da dove prende tutto questo ottimismo? Come fa a prevedere questo miglioramento quando non è finito neanche il primo trimestre? Come può prevedere di invertire una tendenza quasi inalterata negli ultimi 20 anni senza che in realtà il governo abbia fatto nulla di concreto?

Mi sbaglierò, ma è l'ennesima previsione per aprire le borse, dar fondo ai nostri soldi, salvo, il prossimo anno, ritrovarsi con l'ennesima segnalazione della Banca d'Italia che sottolinea l'ulteriore aumento del debito pubblico.
Padoa-Schioppa ormai è uomo di marketing, i conti non li guarda più. Si preoccupa solo di convincere gli italiani che tutto va bene per poter far mettere le mani sul "tesoro".
E li paghiamo lautamente per questo.

mercoledì, marzo 21
17:58

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VALORI

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Senza parole a commento, da "Mediaset.it, scheda personaggio" di Silvia Abbate.

 

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Stato civile: nubile. Altezza: 175 cm. Peso: 48 kg. Occhi: verdi-azzurri. Capelli: biondi. Segni particolari: nessuno. Studi effettuati: maturità linguistica. E' iscritta al secondo anno di Comunicazione e Gestione dei mercati dell'arte e della cultura presso lo Iulm di Milano.

Lavoro: studentessa e modella.

Hobby e Sport: ama lo shopping ed è "fissata" con le scarpe: "Ne ho più di 50 paia". Compra solo roba firmata e trascorre ore intere nei negozi di abbigliamento. Va in palestra 3 volte alla settimana.

Per molti è la sosia di Paris Hilton e non solo per la somiglianza fisica. Come la celebre ereditiera, infatti, anche Silvia adora fare shopping e cura il suo look sempre nei minimi dettagli. L'accostamento non le dà fastidio anche se assicura di non "fare niente" per assomigliarle: "Io ho la mia identità, lei la sua. Io faccio la stupida solo per difendermi. Sono molto autoironica e non mi interessa quello che la gente pensa di me". Silvia usa sempre, sia di giorno che di sera, vestitini corti di colori pastello e tacchi a spillo. Appuntamento fisso con estetista e parrucchiere ogni 10 giorni. Si cura così tanto, però, solo per piacere a se stessa: "Non lo faccio per attirare l'attenzione, anche se, inevitabilmente, accade". 

Non ha mai corteggiato nessun uomo: "Non so neanche da che parte si inizi", ma è sempre stata "corteggiatissima". Sta benissimo da single, ma le piace provocare. Ammette di essere molto "viziata", sia dalla sua famiglia che dagli uomini, ma sa viziarsi anche da sola.  In passato ha "odiato" lo studio, perché era un obbligo, invece l'università le piace. Non ama leggere: la appassionano solo le riviste di gossip. Frequenta solo le feste e i tavoli "giusti: posti e gente esclusiva". Sogna di trovare un uomo che la ami davvero, il matrimonio e di fare una famiglia. Professionalmente spera di continuare a fare televisione, magari come conduttrice.

Il suo cuore è libero e non esclude di trovare l'amore tra i "cervelloni" del programma.



mercoledì, marzo 21
13:54

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SE NON ERA GIORNALISTA?

Archiviato da ValerioT ValerioT in: governo e affini

Fin dal primo giorno del rapimento, forse perché giornalista, Mastrogiacomo è stato adottato da tutte le televisioni, le radio e i giornali italiani, con servizi fiume a copertura della vicenda, tanto lunghi da generare addirittura fastidio, perché altre notizie di cronaca, anche importanti (vedi morti sul lavoro), venivano inesorabilmente schiacciate e trascurate dal peso dato alle notizie, alle voci e alle impressioni provenienti dall'Afghanistan.

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Per quanto riguarda invece la politica, qui la colpa - se di colpa è lecito parlare, vista l'euforia generale da cui il Paese è attraversato dopo la liberazione di Mastrogiacomo - è ancora più grave. Ricordo che Aldo Moro fu sacrificato perché lo Stato italiano decise di non cedere al ricatto dei brigatisti. Fu una scelta difficile e terribilmente dolorosa, ma non si può dire che fu una scelta sbagliata, perché rese il governo italiano meno ricattabile.

La domanda che rivolgo ora ai politici, e al governo in particolare, è: perché negli ultimi anni si è deciso di adottare la linea della debolezza e non quella della fermezza contro chi sequestra nostri connazionali all'estero? Solo perché i sequestratori non agiscono direttamente sul territorio nazionale?

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Perché, invece, l'Italia e gli italiani sono così «transigenti»? Perché si fa festa per la liberazione di Mastrogiacomo e non si avverte come una vergogna nazionale il prezzo che è stato pagato per liberarlo? Ma ancora più che una vergogna, è un errore politico e militare, in quanto renderà gli italiani all'estero un bersaglio sempre più appetito da chi ha bisogno di fare un po' di soldi veloci o di farsi restituire qualche detenuto o prigioniero di guerra. Cedere ai ricatti, infatti, ci rende sempre più ricattabili, e di questo gli americani ci accusano - bisogna dire giustamente - da anni.

Tratto da Il Pesa-Nervi

 

Già Berlusconi aveva saputo umiliarci con le due Simone, D'Alema non poteva essere da meno.

Non è una vittoria da festeggiare, è una sconfitta della diplomazia e della politica. La vittoria è dei Talebani. E dei giornalisti, sempre più casta protetta e privilegiata.



mercoledì, marzo 21
13:48

commenti

NUOVA TASSA

Archiviato da ValerioT ValerioT in: senzaparole
Questa volta non in Italia, ma in Francia.

Noi siamo indietro, non abbiamo ancora queste brillanti idee. Le avremo tra un anno.

Anche oltralpe la politica dimostra di essere vecchia, senza idee, preoccupata solo degli interessi di chi detiene le leve politiche ed economiche.

Ci piaccia o no, è la nostra civiltà occidentale che sta morendo.
Sono segni.