sabato, giugno 30
07:11

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FALLIMENTO

Archiviato da ValerioT ValerioT in: governo e affini
La Campania non è solo un problema di rifiuti. E' prima di tutto un problema politico, di cui tutti si lavano le mani.
Bassolino ha promesso per anni le soluzioni a questi problemi, ma oltre a non averli risolti, non ha mai fatto nulla. Ma come sempre in Italia chi mal governa non paga mai, e quindi è ancora lì. A livello nazionale non si muove nulla.
E così il buon Bertolaso si arrende, prevedibilmente. Non ha mezzi né come mezzi economici né come strumenti di governo.

"Se pensano che sia arrivato un mago in grado di risolvere tutto senza avere tutti gli strumenti necessari - ha detto - magari si sono sbagliati. Ci sono diverse situazioni particolari tipiche della Campania e può darsi che altri potranno essere meglio di me in futuro".
Tratto da ANSA

Può darsi che altri potranno essere meglio di me: suona chiaro il messaggio. Ciascuno si deve mettere di fronte alle sue responsabilità e FARE qualcosa e non delegare evitando qualunque azione perchè impopolare o perchè lede gli interessi, legali o meno, di qualcuno.
E' un altro fallimento di questa Italia, di questa politica, di questa democrazia.

venerdì, giugno 29
11:19

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Non staremo esagerando?

Archiviato da Dicke Dicke in: chiesa
L'UE ci mette sotto inchiesta per i vantaggi fiscali concessi al Vaticano.Meglio,alla Chiesa cattolica e i suoi immobili.Pare, dicono, si mormora, che tutto ciò sia contrario alla concorrenza.
Certo con decreto Bersani l'ici sarebbe dovuta tornare, lo so, invece non è così.
Si è passati dalla proposta "esenzione ici solo per le attività senza fini di lucro " (santuari, chiese, centri di accoglienza etc) a  "non esclusivamente commerciali".
Cavillo che , nella sostanza, porta le attività ecclesiastiche e le onlus a non pagare l'ici ancora per il 90%, come ce lo spiega bene Curzio Maltese.
Danno presunto:

400.000.000 (quattrocentomilioni!) ALL'ANNO

e senza contare gli ARRETRATI. Incassati senza che Ratzinger"volesse privilegi fiscali".Pensate se avessero pure preteso...

Mentre accade tutto questo, non crediate che la chiesa stia dicendo:no , grazie per il pensiero, non vogliamo mettervi in difficoltà, usate questi soldi per la scuola o gli ospedali..
ci sono le ferie da programmare. Circa 20 gg che il santo padre passa in veneto.
E così la regione veneto ha stanziato una cifretta che copre le prime spese della messa a punto della modesta dimora in cui alloggerà.
La regione Veneto quella che è patria del federalismo con la lombardia(I SOLDI NOSTRI DEBBONO RESTARE QUI E SE LI SPENDIAMO MALE VERREMO CACCIATI!MICA COME A ROMA).
Se vi state chiedendo perchè questo virtuoso esempio di come vanno spesi i soldi pubblici, si occupi del Papa, aspettate di leggere quanti soldi ha scelto di  investire.

350.000,00  (trecentoquarantamila/00) EURO.

677.694.500,00 (seicentosettantasettemilioniseicentonovantaquattromilaecinquecento)
di vecchie lire


  • Prima di tutto la sua santa privacy                                 37.919,50 EURO
  • Poi l'asfalto  per la papa mobile                                   50.100,00 EURO
  • Però lui arriva in elicottero                                        15.000 EURO
  • Con un caldo benvenuto                                              20.000 EURO
  • Per poi rifugiarsi nella sua casetta e
  • dedicarsi sulle panchine alla sua preghiera                    43.000 EURO
  • Che è stata appena ripulita dalle sterpaglie                   47.009 EURO
  • villetta in un comune in cui non andrà mai                     100.000 EURO    
  • Perchè sarà occupato in passeggiate al coperto          7.003,50 EURO                                         
  • Mentre la sua vigilanza dormirà in
  • UN LORO SEMINARIO                                                          10.000 EURO



Ditemi le prime tre cose che fareste
per la comunità con 350.000 EURO.

                                         


venerdì, giugno 29
10:36

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CVD

Archiviato da ValerioT ValerioT in: governo e affini
Come Volevasi Dimostrare.

Le liberalizzazioni straccione, fatte a gocce, senza alterare il realtà nulla nel sistema e tantomeno tutelare maggiormente il consumatore, non possono che portare a danni per il consumatore. Come sempre negli ultimi 30 anni in Italia.
L'avevo detto in molti post, quando Bersani ha fatto i suoi atti eroici.
Riconosco a lui l'aver rotto la tradizione, ma è altrettanto evidente che era una mossa propagandistica di questo governo. Qui mi gridavano di attendere. Ma il buon giorno si vede dal mattino e... tutti i nodi vengono al pettine.

Che fine hanno fatto le tanto acclamate liberalizzazioni? Tra lobby, scioperi e cartelli sembra chiaro che il mercato abbia riposto la sua mano invisibile in tasca, piuttosto che dedicarsi alla direzione dell’efficiente allocazione delle risorse!

L’effetto boomerang delle liberalizzazioni lanciate dal governo e pesantemente atterrate sulle teste dei consumatori sembra riguardare in primis il settore assicurativo. Nulla di nuovo sul fronte occidentale si potrebbe dire se non fosse che la situazione è addirittura peggiorata rispetto all’assetto competitivo pre-liberalizzazione. Stando al parere di Catricalà (presidente dell’Antitrust) infatti oltre all’ipotesi di cartello tariffario tra le compagnie ci sarebbe anche il sospetto di alleanze collusive con il mondo bancario.

“I profitti delle compagnie crescono e non scendono i premi a carico degli assicurati". Secondo il Garante, "nessun vantaggio si registra a favore degli assicurati, costretti ad attendere tempi ancora eccessivi per i risarcimenti e a subire clausole negoziali onerose". Per questo, l'Antitrust proseguirà nella sua azione "per ottenere aperture in questo mercato già protetto dall'obbligatorietà dei contratti.

L’occhio vigile dell’Antitrust sembra guardare con sospetto anche alle collusioni tra sistema assicurativo e bancario visto il fitto intreccio di movimenti azionari intessuto alacremente negli ultimi tempi.

Secondo l’Ania, l’associazione delle compagnie assicurative, infatti la frequenza degli incidenti sarebbe diminuita dell’1,48% lo scorso anno, ma gli indennizzi sarebbero contemporaneamente aumentati anziché diminuire contestualmente. Se gli incidenti ogni cento auto sono scesi dall’8,51 a 8,39, è anche vero, sostiene l’Ania, che il loro costo è cresciuto del 2,2%, passando dai 4.047 euro del 2005 ai 4.136 del 2006 «annullando i benefici derivati dalla riduzione delle frequenza dei sinistri. Anche perché nel 21% degli incidenti auto c’è una persona che riporta danni fisici. In un incidente su cinque c’è qualcuno che si fa male, anche se in modo lieve.

Insomma, sostengono le assicurazioni, non c’è niente da fare, non esistono i margini per una riduzione delle tariffe Rc auto: «Su alcuni profili la concorrenza permette sconti consistenti, tuttavia il fatto che il costo aumenti più di quanto diminuisca la frequenza, rende logico pensare che non ci siano i presupposti tecnici per una diminuzione».

Le associazioni dei consumatori ribattono, e accusano con una certa ironia l’Ania di «leggera sfrontatezza nel perseguire una linea contraria agli interessi dei propri clienti» facendo «ciò che vuole in barba a qualsiasi elemento oggettivo». Le tariffe Rc auto, sostengono i consumatori, «sono cresciute del 135% negli ultimi dieci anni e sono le più elevate in Europa». Meno incidenti e indennizzo diretto comportano tagli di spesa per le compagnie per almeno due miliardi di euro all’anno e «dovrebbero determinare una caduta della polizza assicurativa dal 15 al 20%, con un risparmio da 120 a 160 euro all’anno per assicurato».

Se le ipotesi di collusione sono ancora da verificare rimane il dato di fatto significativo che il costo delle assicurazioni obbligatorie per auto e moto in Italia cresce più dell'inflazione. Lo rivela l'associazione dei consumatori, 'Altroconsumo', che ha monitorato da da maggio 2006 a maggio 2007, il 93% del mercato delle polizze auto. La città dove rc auto e moto costa di più è Napoli, che nel periodo in esame ha fatto registrare un aumento dell'8,53%. La ricerca prende in considerazione 4 città: Milano, Roma, Napoli e Palermo, "ipotizzando quattro profili di automobilisti - afferma Altroconsumo - di età e caratteristiche diverse ma con la stessa tipologia di vettura e massimali di copertura ai minimi di legge".

L’effetto liberalizzazioni sembra aver pesantemente colpito i giovani automobilisti con rincari nell’ordine dell’1,57% (per diciottenni) e dell’1,86% (per 28 enni).

"I giovani - sostien Altroconsumo - ancor peggio se vivono al Sud, sono in assoluto i più penalizzati in questo tipo di polizze". Per le rc moto infatti il discorso non cambia: "il 18enne che assicura un ciclomotore per la prima volta - spiega l'associazione - subisce un incremento tariffario superiore all'inflazione in tutte le città: l'aumento più basso si ha a Milano (+2,64%), il massimo come sempre a Napoli (+4,76%). A Roma l'aumento è simile a quello della città partenopea (+4,02%), mentre a Palermo è leggermente inferiore (+3,85%)".

Se invece si passa agli altri due profili, il 35enne in classe 4 e il 40enne in classe 1-a, si possono registrare dei timidi miglioramenti rispetto all'anno passato. A Milano risultano infatti in diminuizione, a Roma invariati. Se invece ci si sposta più a sud, "a Palermo - continua Altroconsumo - il premio è cresciuto sotto l'inflazione (1,09% contro l'1,32%) per il 35enne, mentre è diminuito per il 40enne (-1,81%). A Napoli purtroppo gli aumenti sono sempre ben al di sopra del tasso d'inflazione: +6,34% per il 35enne e +4,67% per il 40enne". Situazione simile se si passa alle 2 ruote: il 40enne in classe 9, che assicura una moto di cilindrata 600 a Milano, vede diminuire rispetto all'anno scorso la tariffa, che invece resta invariata a Roma. Palermo e Napoli risultano ancora le ultime della lista, rispettivamente con un +2,16% e +3,57% (v. Comunicato).

Insomma davvero una brutta annata per il segmento assicurativo!

Tratto da SoldiBlog



giovedì, giugno 28
10:15

commenti (1)

Quello che non ho sentito

Archiviato da Dicke Dicke in: donne e politica
"E un partito nuovo può dirsi davvero nuovo solo se sarà composto, a tutti i livelli, almeno per metà, da donne.

 Negli organismi, nei governi. Quelle donne che hanno realizzato conquiste fondamentali per sé e per la società intera.

Le liste che saranno collegate ai candidati alla segreteria abbiano, ad esempio, un'alternanza di genere anche tra i capolista."..
...

ed è per questo che io , pur ringraziandovi, ho deciso di non candidarmi, ma sosterrò con forza invece la candidatura di Anna Finocchiaro!

Veltroni discorso al  Lingotto.

mercoledì, giugno 27
12:13

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Roba da Amnesty

Archiviato da DatieFatti DatieFatti in: diritti, diritti umani

questo, signore e signori, è un caso di coscienza

http://www.giustiziaperkassim.net/



domenica, 24 giugno 2007

Italiani all'estero



Ci sono storie che riempiono di rabbia.

Uno studente universitario arriva in Italia dal Marocco, perché deve contribuire a mantenere la famiglia.

Per dodici anni, Abou Elkassim Britel lavora nel bergamasco come elettricista, sempre in regola. Incontra e sposa una ragazza italiana.

Diventa cittadino italiano.

L'elettricista ha una funzione, e per questo lo si potrebbe dire, "integrato".

Non è certo di quelli che schiamazzano la notte sotto i portici, o che fanno a botte nelle discoteche con gli italiani.

Ma Abou Elkassim non "è" un elettricista: è fondamentalmente un essere umano, che cerca di dare un senso profondo alla propria vita. Ma non alla maniera occidentale, alternando la fitness alla lettura di Carlos Castaneda.

C'è qualcosa in questo, che lo rende molto meno comprensibile dell'ubriacone o dello spacciatore, i quali cercano solo di riprodurre più velocemente i nostri valori.

"Integrazione" vuol dire, riduzione dell'essere umano alla sola dimensione che l'Occidente contemporaneo ammette: a macchina consumante. Chi arriva qui deve, quindi, non solo produrre. Deve acquistare, consumare divertimenti, andare al mare, guardare le vetrine e Sanremo. E poi andare a dormire, che domani ci si alza presto.

Pian piano, assieme alla moglie, Abou Elkassim inizia a tradurre in italiano i classici del pensiero islamico.

Difficile immaginare l'operaio italiano, emigrato in Germania, che si dedica alla lettura e alla traduzione in tedesco del De egressu et regressu animae ad Deum di Giovanni Scoto Eriugena; ma queste cose succedono regolarmente nel mondo islamico.

Non c'è in questo nulla di illecito, ma è una forma chiarissima di resistenza, e quindi la dovrà pagare fino in fondo.

Va in Pakistan nell'estate del 2001 a studiare.

Interessante riflettere sulle reazioni che una simile affermazione potrebbe suscitare nei lettori italiani.

Un occidentale che sia tale nell'animo, all'estero, ci va per fare soldi, in modo da poter andare poi in un altro estero per prendere il sole o andare a donne.

Queste sono cose normali, e quindi da occidentali.

Un occidentale, invece, sa che gli Altri ci vanno all'estero solo per studiare come ammazzare occidentali.

Queste sono cose anormali, e quindi da non occidentali.

In Pakistan non si può certo "andare a studiare", visto che tutto ciò che c'è di interessante da sapere, si sa da noi.

A dire queste cose è spesso chi esalta le "radici giudeocristiane" dell'Occidente. Eppure la madrasa pakistana, con le sue discussioni su Aristotele (Aristut) e Platone (Aflatun), su essere e non essere, sul rapporto tra rivelazione e ragione, è più vicina a quelle radici che all'Occidente di oggi. Come è anche più vicina al lungo discorso con cui è stato costruito il giudaismo.

Un giorno, Abou Elkassim Britel viene arrestato dalla polizia pakistana.

I soliti inafferrabili flussi sotterranei, in stile Pio Pompa, fanno scoppiare la notizia in Italia: Scrive Rai News, "Secondo gli inquirenti potrebbe essere uno dei famosi agenti "dormienti" di Al Quaeda, pronti a svegliarsi e ad agire agli ordini dei comandanti del terrore."

Dopo quattro anni, la magistratura italiana chiuderà il caso per  "totale insussistenza di elementi d'accusa che consentano di affermare che gli indagati abbiano partecipato ad un'organizzazione terroristica islamica".

Ma Abou Elkassim viene prima torturato in Pakistan, poi portato su un aereo della CIA in Marocco. Dove viene condannato a quindici anni di carcere (poi ridotti a nove), in un processo durato mezz'ora.

E' facile immaginare l'infinita sequenza di piccoli uomini che si sono fatti strada su di lui: il poliziotto pakstano che riceve un encomio per aver partecipato all'arresto, il giornalista che riesce per un giorno a pubblicare una notizia scovata da lui, il fotografo freelance di Bergamo che vende ai quotidiani la foto della sua casa, l'appaltatore della CIA che riesce a farsi pagare un altro volo,  il politicante leghista che deve dimostrare che al-Qaeda si nasconde ovunque, il magistrato marocchino che può vantare ancora una condanna per terrorismo.

Questa storia la conosciamo (un po'), perché Abou Elkassim ha la rarissima fortuna di essere cittadino italiano. Ma quante centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, in questi anni, hanno vissuto esperienze simili, o anche peggiori?

C'è un sito che aggiorna sul suo caso. Quanto meno, andateci o fate un link.

Secondoprotocollo ha organizzato una raccolta di messaggi da rivolgere al Ministero degli Affari Esteri.

(da Kelebek )

Grazie a Mattbeck per la segnalazione!