martedì, luglio 31
10:20

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SEMPRE PIU' ASSURDO!

Archiviato da ValerioT ValerioT in: politica oscena
L'aspetto positivo della globalizzazione per i lavoratori, in un caso come questo, consiste nella possibilità di allargare enormemente il novero dei possibili candidati alla gestione dell'azienda, in modo da poter scegliere l'imprenditore che offre di più sotto il profilo della qualità del piano industriale, dell'affidabilità, della solidità finanziaria. Già sotto questo punto di vista appare evidente un primo gravissimo errore commesso dai rappresentanti dei lavoratori nella vicenda Alitalia: quello di privilegiare l'«italianità » del nuovo imprenditore («L'Italia non è in vendita », titolava in prima pagina il settimanale della Cgil Rassegna sindacale del 5 aprile scorso, in riferimento non soltanto alla vicenda Alitalia, ma anche a quella in qualche modo analoga della Telecom; e il ministro dei Trasporti gli faceva eco il 6 maggio successivo: «Abbiamo lavorato per l'italianità di Alitalia»).
Privilegiare l'«italianità» significa rinunciare preventivamente — oltre che ai miliardi degli investitori stranieri — anche a scegliere l'imprenditore migliore disponibile su scala mondiale, restringendo drasticamente la scelta entro gli angusti confini di un Paese che è solo l'uno per cento del mondo. Per trarre vantaggio dalla globalizzazione occorre pure che i lavoratori abbiano la capacità di negoziare il nuovo assetto dell'impresa anche secondo modelli radicalmente nuovi, praticati con successo in altre parti del mondo. Per questo bisogna saper prendere in considerazione e valutare, senza chiusure preventive, tutta l'innovazione possibile in materia di organizzazione del lavoro, struttura della retribuzione, relazioni industriali.
Nella vicenda Alitalia, al contrario, i soli segnali che finora i sindacati hanno saputo lanciare con il loro comportamento effettivo a qualsiasi nuovo possibile imprenditore, sono stati nel senso della loro indisponibilità a cambiare anche solo una virgola del vecchio assetto dei rapporti di lavoro e sindacali: non può spiegarsi altrimenti il fatto che nei mesi scorsi, proprio nella fase più delicata dell'asta, in Alitalia — un’azienda che sta perdendo due milioni di euro al giorno — il ritmo delle agitazioni, già normalmente elevatissimo, sia stato addirittura intensificato per rivendicazioni salariali; e che a maggio si sia giunti alla proclamazione di un’«agitazione permanente» con cancellazione quotidiana di decine di voli, incredibilmente motivata con dissensi di interpretazione su un accordo aziendale relativo alla composizione degli equipaggi.
Tratto da Il Corriere

martedì, luglio 31
10:10

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ASSURDO!

Archiviato da ValerioT ValerioT in: partito democratico
«L'orizzonte del Pd va oltre l'attuale schieramento dell'Unione che sostiene il governo Prodi, perchè un partito non nasce per la contingenza politica, ma nasce per e con una missione»
...
Veltroni ha ribadito che, se diventerà segretario del Pd, continuerà a fare anche il sindaco di Roma fino al 2011:«Lo faccio non solo perchè è mio dovere, ma anche perchè sono innamorato del mio lavoro e della mia città»
Tratto da Il Sole 24 Ore

Dopo una frase un po' banale, ma di alto profilo che sottolinea la MISSIONE dell'unica novità politica che genera qualche speranza negli italiani, che dovrebbe segnare il futuro della politica....
arriva lo smarronamento galattico: Veltroni dimostra di essere radicato alla vecchia politica e alla poltrona come tradizione!

Quello che dovrebbe essere il profeta del nuovo partito, che praticamente gode dell'acclamazione politica e popolare, dimostra un meschino attaccamento alla poltrona ed accetta la MISSIONE PART-TIME!
Come può la persona de dovrebbe essere la svolta per l'Italia fare un'uscita così?

MISSIONARIO PART-TIME POLTRONA-DIPENDENTE

Che cambiamenti ci si possono aspettare da lui? Ha annunciato un programma condivisibile e che ci genera anche delle speranze... e subito ce le ha bruciate!

martedì, luglio 31
09:45

commenti (2)

FERMATELI!

Archiviato da ValerioT ValerioT in: politica oscena
Continuano a bruciare soldi! Nessun taglio ai privilegi!

A scoprire le carte dovrebbe essere proprio domani la società guidata da Berardino Libonati, che tra l'altro ha ribadito ieri che la sua carica non è incompatibile con la neoassunta vicepresidenza di Unicredit. Il cda di Alitalia discuterà infatti le linee guida del piano industriale messo a punto - dopo il flop dell'asta - dal management guidato da Giancarlo Schisano. Un progetto che dovrebbe prevedere il taglio delle rotte meno redditizie e un aumento dei collegamenti con l'Europa dagli scali minori, sacrificando un po' il ruolo della Malpensa.

La compagnia dovrebbe poi ribadire la necessità di una ricapitalizzazione, obbligatoria entro la prossima primavera dopo i 648 milioni di perdite cumulate tra il 2006 e il primo trimestre 2007 che hanno bruciato 498 milioni del capitale, più di un terzo. E non è escluso che lo stesso management di Alitalia indichi la possibilità di aprire la porta a un preciso partner strategico nell'ambito di questa operazione, suggerendo al Tesoro la possibilità di girargli i suoi diritti, diluendo la quota pubblica attorno al 10-15%.

Tratto da Repubblica

1) Libonati non è incompatibile... ma Unicredit non era in una delle cordate in gara????
2) Si parla di ricapitalizzazione, soldi BRUCIATI, tagli di rotte: MA MAI DI TAGLI DI PRIVILEGI E PERSONALE!!!

Come possiamo fermare questi politici che ci stanno dissanguando!!!!

lunedì, luglio 30
18:38

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Ha fatto la battuuuuuta.

Archiviato da Dicke Dicke in: consapevolezza
Selva, lo ricorderete ha usato un ambulanza perchè faceva tardi ad un'intervista."Non l'ho sottratta a nessun malato " dirà poi.Prima ha dato le dimissioni (che AN stava per accettare) e allora, ci ha pensato e le ha ritiratedi corsa "perchè il popolo lo acclama". Ricorda nessuno? Infatti, per evitare di mollare il culo dalla sedia  è passato in FORZA ITALIA.
Il ragazzo per la verità è incensurato, ma promette bene, visto il piglio gagliardo con cui si è parato il culino. Rampoldi di AN, ha chiaramente detto che è un fuggiasco e hai colleghi di FORZA ITALIA manda un monito:

"auguriamo che Selva, distrattamente, non li faccia trovare nell'odioso imbarazzo che abbiamo provato noi, magari facendo rafting con i gommoni della polizia fluviale o accumulando scorte idriche con l'acqua che i pompieri impiegano per spegnere i fuochi.Salvo poi dire che tanto si sapeva che quel giorno nessun bosco si sarebbe incendiato"

Sondaggio :cosa fa più ridere, l'idea di Selva che fa rafting o di forza italia che prova "imbarazzo"?


lunedì, luglio 30
16:21

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A ognuno il suo mestiere.

Archiviato da Dicke Dicke in: informazione, giornali

Ma come si fa ,dico io, a chiamare giornalista uno che serve i servizi segreti?Semmai è un agente(oppure un betulla se proprio volete)
Come si fa,dico io, a chiamare giornalista uno che fa la spia sui colleghi? semmai lo si chiamerà infame
Come si fa dico io a chiamare giornalistI (versinoe pdf) uno che dimentica metà notizia perchè nuoce al suo editore(o dovrei scrivere padrone in questo caso), semmai lo si chiamerà propagandista.


Ma soprattutto come si fa a chiamare giornale chi ha questi "giornalisti".