venerdì, agosto 31
13:54

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CHIARI SEGNI DI DEMENZA

Archiviato da ValerioT ValerioT in: senzaparole, governo e affini, politica oscena
Dopo aver infranto qualunque limite di illegalità, la politica italiana si prepara a superare qualunque limite di demenza.
Mi riferisco alla vicenda dei lavavetri, completamente assurda di per sè: come se tutti i problemi delle nostre città di concentrassero sui lavavetri, come se tutti i delinquenti fossero loro.
Senza contare che qui nel Veneto hanno risolto a monte: come da richiesta europea, hanno fatto tutte rotatorie.
Ma a parte questo, oggi leggo due articoli che mi hanno lasciato totalmente basito.

Un posto fisso agli angoli delle strade (ma non ai semafori) come avevano i vecchi lucidascarpe e come oggi viene concesso agli artisti di strada. E in più una sorta di albo nel quale inserire i lavavetri virtuosi, che dovranno rispettare alcune regole: essere gentili e sorridenti, non apparire invadenti, comportarsi con decoro e probabilmente fare maggiore attenzione all'igiene di secchi pieni di acqua saponata e stracci. La proposta, a prima vista assolutamente alternativa all'ordinanza firmata dal Comune di Firenze che ha reso fuorilegge i lavavetri della città, arriva da un altro assessore fiorentino, Silvano Gori (Margherita).
Tratto da Il Corriere

E fino a qui si potrebbe anche ridere (se non fosse che lo paghiamo per dire queste str...).

E nel dibattito interviene anche il premier, Romano Prodi, che si dice d'accordo nel punire la piccola criminalità, ma precisa che avrebbe iniziato «con quelli che fanno le scritte sui muri, con i posteggiatori abusivi ». «Io sono sempre stato convinto - spiega Prodi - che la lotta contro la piccola criminalità è indispensabile anche per fermare la grande criminalità, ma non avrei cominciato dai lavavetri, avrei cominciato con quelli che fanno le scritte sui muri, con i posteggiatori abusivi. Ritengo che il discorso della piccola criminalità sia un discorso serio e che sia giusto punirla».

A Trieste il sindaco Roberto Dipiazza ha firmato un'ordinanza con il «divieto ad esercitare e praticare attività abusive », non solo i lavavetri, ma anche l'accattonaggio e la vendita illecita di merci. Perché intralciano il traffico. A Roma il gruppo «antidegrado» dei Vigili Urbani si è messo in azione: 50 tra rumeni, nordafricani, bengalesi, senegalesi e italiani sono stati fermati o denunciati, non solo perché lavavetri, ma anche perché parcheggiatori abusivi o sfruttatori di bambini per l'accattonaggio. A Torino il sindaco Sergio Chiamparino ha annunciato che la prossima settimana «sconfiggerà il fenomeno dei lavavetri e dei parcheggiatori abusivi». Genova fa il censimento degli oltre mille nomadi. Mentre c'è chi si vanta di aver risolto il problema. Modena con la linea del pugno di ferro contro i lavavetri e con l'integrazione e l'avviamento al lavoro degli sfruttati. Parma ha sostituito i semafori con rotonde, ma ora ha gli anziani che si sentono vessati da una questua fuori dai supermercati. A Pordenone la polizia li ha pedinati. «Vista la mala parata se ne sono andati» esulta il sindaco.

La «lotta all'illegalità a 360 gradi» annunciata dal ministro dell'Interno Giuliano Amato sul Corriere non piace a tutti. Si dice «sorpresa e anche indignata» Rosy Bindi: «Potremo toglierli dalla nostra vista ma non li avremo liberati e non gli avremo restituito la libertà». Il sindaco di Roma invece dichiara: «La sicurezza è sempre fatta di due aspetti, severità e capacità di ascolto sociale». Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella dice che la certezza della pena per dare più sicurezza ai cittadini «è giusta», purché non vi siano degli eccessi che riportino ad un clima giustizialista, «al modello televisivo 'tutti in galera' ». E a fine giornata Amato ribadisce: «Occorrono regole a sostegno delle attività locali. Questo è compito del Parlamento, ma il governo deve presentare le sue iniziative».
Tratto da Il Corriere

Sono senza parole. Senza totalmente.
Penso a quanto ci costano e a quello che hanno detto e soprattutto stanno facendo.
Mi viene voglia di avere una rivoluzione. Che li faccia fuori tutti perchè o sono dementi loro o considerano dementi noi. Non ci sono alternative.

venerdì, agosto 31
11:47

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PROBLEMI: BASTA DIRLI!

Sono anni che ciclicamente viene denunciato il fenomeno delle case galattiche a prezzi stracciati date ai Ladri di Pisa... "Case a politici e sindacalisti a prezzi super-scontati".

Ma la vera vergona è che da anni vengono fatte queste denunce e da anni, con alternanza di destra e sinistra, NESSUNO FA NULLA.
Già, perchè ne godono entrambi.

E allora, per favore, imparate dai paesi asiatici: una sana democrazia "controllata", dove certe notizie non vengono date e la gente e felice.
Così oltre a rubarci soldi, farci il fegato amaro, ci prendete pure per il culo!

giovedì, agosto 30
08:36

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SEGNATEVELO

Archiviato da ValerioT ValerioT in: governo e affini
Quindi, è indispensabile che il Partito Democratico assuma un preciso vincolo: ogni euro di nuova spesa corrente dovrà essere ricavato da un risparmio. Così proseguendo negli anni - e con un buon ritmo di crescita - la spesa corrente primaria potrà essere stabilizzata, in rapporto al Pil, poco al di sotto delle dimensioni attuali. Come? Abbandonando la logica dei tagli orizzontali e giustificando ogni spesa di ogni apparato pubblico dal primo all'ultimo Euro. Poi, misurazione dei risultati, a partire dai dirigenti, premio al merito, penalizzazione del disimpegno; ristrutturazioni e razionalizzazioni nella pubblica amministrazione; eliminazione delle tante duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e uffici pubblici oggi esistenti. In questo modo potranno essere finanziate quelle politiche per la qualità e la mobilità sociale - un sistema universale di ammortizzatori sociali, gli asili nido, la non autosufficienza - che sono indispensabili per lo sviluppo e la coesione.
Walter Veltroni su Repubblica

martedì, agosto 28
11:20

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PIPPOLOGIE STELLARI

L'uscita di Bossi crea scandalo. E' intervenuto perfino Napolitano.
Ma perchè? In fondo Bossi ha sempre cavalcato il malcontento popolare e ha fatto di queste uscite il suo cavallo di battaglia. Oltretutto ha detto quello che la gente pensa e soprattutto spera.
E' chiaro che l'uscita di Bossi è limitata alle chiacchiere, tutti i politici lo sanno: potrebbe mai rinunciare a tutti i benefici della posizione che occupa ora nel Residence? Non pagare le tasse vuol dire togliere alimento anche al suo stipendio...
Siccome questo tutti i politici lo sanno, le loro uscite non sono certo dovute al timore che quanto dice si avveri. Stanno alzando il polverone, ancora una volta, per distogliere l'attenzione da fatti fondamentali.

Ad esempio dal fatto che in maggio 2007 Prodi, insieme ai suoi fidi TPS e Visco (grandi risanatori del paese) erano molto preoccupati dei 60 milioni di evasione di Valentino che non si sono accorti dei 98 MILIARDI dei concessionari dei monopoli di stato e soprattutto non si sono accorti di aver maturato in UN SOLO MESE (maggio 2007) ben 17 MILIARDI DI EURO di DEBITO PUBBLICO AGGIUNTIVO!
Ecco perchè è importante diversificare l'informazione sottolineando le pippologie bossiane ed alimentando polveroni senza alcuna sostanza o sottolineando quanto bene sta facendo il governo nell'aumento delle entrate.... senza però spiegare come mai, nonostante l'aumento delle entrate, il debito pubblico continui a crescere ed abbia raggiunto lo stratosferico record di 1.626,316 miliardi di euro.

«La prossima finanziaria sarà di tregua fiscale» dice TPS.

NO, NOI NON VOGLIAMO TREGUE, VOGLIAMO LA LOTTA VERA, A VOI, AI VOSTRI SPRECHI, AI VOSTRI PRIVILEGI, ALLE VOSTRE LOBBY, ALLA SPESA PUBBLICA, AL DEBITO PUBBLICO.
E SOPRATTUTTO A VOI CHE STATE RUBANDO IL FUTURO AI NOSTRI FIGLI.

NOI VOGLIAMO LA LOTTA A VOI POLITICI, TUTTI!
NOI VOGLIAMO CHE VE NE ANDIATE, VOGLIAMO UNA POLITICA SERIA, NON UNA CONTINUA QUOTIDIANA PRESA PER I FONDELLI PER COPRIRE I VOSTRI FURTI.
E SE BOSSI OSA DIRE DI IMBRACCIARE I FUCILI, INTERPRETA SOLO UN DESIDERIO POPOLARE E PLATONICO CHE VOI QUOTIDIANAMENTE E DELIBERATAMENTE IGNORATE.
E DI SICURO NON HA FATTO FESSERIE PIU' GRANDI DI PORTARE MAFIOSI IN PARLAMENTO, CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA, INDULTI PER GLI AMICI, INCIUCI A TUTTI I LIVELLI E QUANT'ALTRO.


lunedì, agosto 27
12:10

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POLTRONOPOLI ULIVISTA

Archiviato da ValerioT ValerioT in: governo e affini

Primo dei non eletti alla Camera tra i Ds del Lazio nel 2006, l'ex deputato Pietro Tidei ambiva a una poltrona di consolazione: la presidenza di Trenitalia, o la guida del porto di Civitavecchia.Il sessantenne avvocato di Allumiere, in gioventù anche arbitro di calcio, è stato sindaco di Civitavecchia, dal 2005 è sindaco di Santa Marinella. Al terzo tentativo è stato soddisfatto. Tidei è il nuovo presidente di Ferservizi, una società delle Ferrovie dello Stato. A risarcirlo ci ha pensato Mauro Moretti, ingegnere e ferroviere, di stretta osservanza diessina. Per dieci anni è stato sindacalista Cgil, infine a.d. della Rfi. Dall'8 settembre 2006 è ammini-stratore delegato delle Fs. Natoa Rimini nel 1953, è uno degli emergenti nella tornata di nomine nelle imprese pubbliche fatte dal Governo di Romano Prodi. Alle Fs Moretti ha un potere assoluto. Ha piazzato i collaboratori nelle posizioni chiave: Michele Mario Elia a.d. di Rfi, Vincenzo Soprano e Luigi Lenci a Trenitalia, Nicola Mandarino presidente di Rfi e Grandi Stazioni. Al nuovo presidente Fs, l'economista Innocenzo Cipolletta, chiamato dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa- Schioppa quando era presidente del Sole 24 Ore, sono attribuite solo – dice il verbale d'assemblea – «oltre alle prerogative previste dallo statuto, specifiche deleghe su relazioni e comunicazioni istituzionali, auditing, attività statutarie». Il Governo sta rinnovando i vertici delle società pubbliche con gradualità, senza forzare lo spoil system con dimissioni anticipate, ma in maniera sistematica. Se si eccettuano le dimissioni di Elio Catania dalle Fs, accompagnate da circa nove milioni di euro tra stipendio e buonuscita, il nuovo Governo non ha toccato le società più importanti: Eni, Enel, Finmeccanica e Terna perché quotate, poi le Poste. Qui sono ancora in carica i vertici insediati dal Governo Berlusconi. La scadenza naturale di questi consigli è con le assemblee che approveranno il bilancio 2007. Tra maggio e giugno 2008 si profila un ampio ricambio delle poltronissime che danno il maggior potere, prestigio e gli stipendi più alti nell'industria pubblica (per queste aziende non vale il tetto di 750mila euro all'anno fissato nell'ultima Finanziaria). I manager scelti dal Polo cercano di riposizionarsi con ogni mezzo. Ma, se l'attuale maggioranza non si dissolverà, si intuisce che nel 2008 tra i pochi con possibilità di essere confermati, o premiati con altri incarichi (come Eni o Rai), c'è Piero Gnudi, presidente Enel, bipartisan grazie alla matrice bolognese che lo avvicina a Pier Ferdinando Casini ( Udc) e a Prodi. Tra i manager che potrebbero avanzare c'è Vito Gamberale (Eni o Enel), gradito ai Ds, rientrato nel pubblico alla guida del fondo F2I. Alla Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini al massimo potrebbe restare solo come presidente. Per le deleghe di gestione il d.g. Giorgio Zappa, grazie anche al momento felice della "sua" aeronautica, appare in vantaggio sul più giovane con-direttore Alessandro Pansa. È un derby giocato anche in casa Ds, dove entrambi godono di considerazione. La prossima campagna potrebbe riservare nuove soddisfazioni anche a dirigenti dal profilo, raro nel nostro sistema, di civil servant, come Maurizio Prato e Francesco Mengozzi.Quest'ultimo, dopo 36 anni nelle imprese pubbliche, da maggio è passato al settore privato, alla Lehman Brothers. Non vanno trascurate le chance di risalita di Giuseppe Bono, sacrificato nel 2002 dal Governo Berlusconi, che lo dirottò dalla Finmeccanica alla Fincantieri per far posto all'«esubero Fiat» Roberto Testore (la definizione è di Giulio Tremonti). Intanto, l'a.d. dell'Eni Paolo Scaroni è entrato nel cda delle Generali, dove è presidente del comitato remunerazioni. Il direttore generale Eni per il settore minerario, Stefano Cao, che ha le potenzialità da futuro numero uno, è stato nominato nel cda di Telecom. All'Eni c'è movimento. È appena stato sostituito il direttore generale per la raffinazione: Angelo Caridi, di Snamprogetti, è subentrato ad Angelo Taraborrelli, dirottato alla Syndial (chimica). All'Italgas l'a.d. Giovanni Locanto ha assunto anche la presidenza, dopo le improvvise dimissioni di Paolo Caropreso, in gennaio. Cambiamenti erano già avvenuti all'Agenzia giornalistica Italia (affidata a Daniela Viglione) e alla Servizi Aerei: la presidenzaè stata affidata a Raffella Leone, assistente esecutivo di Scaroni, nata nel 1962 a La Spezia. Domenico Siniscalco, ex ministro dell'Economia e d.g. del Tesoro nel Governo Berlusconi, è tornato alla Fondazione Enrico Mattei dell'Eni. È presidente del comitato scientifico. Qui può confrontarsi con il prodiano Fabio Gobbo, sottosegretario a Palazzo Chigi, con Geminello Alvi, editorialista del Corriere della sera e componente del consiglio degli esperti del ministro dell'Economia. Nelle nomine del centro-sinistra si colgono queste tendenze: se si eccettuano gli incarichi di gestione, c'è un ampio reinserimento di ex parlamentari nei posti di presidente o consigliere, rivalutazione di ex uomini Iri, dove il bolognese Prodi è stato presidente e il suo sottosegretario Enrico Micheli direttore generale. Gli schieramenti maggiormente premiati sono prodiani, Ds e Margherita. Il prodiano Claudio Rovai, nato nel 1945, ha ottenuto due poltrone. Dall'8 maggio è presidente di Editalia, controllata dal Poligrafico, dal 20 aprile è presidente della Mars di Napoli, controllata da Finmeccanica. L'avvocato bolognese Franco Neppi è diventato presidente di Patrimonio ed è nel cda di Fintecna. Il prodiano Mario Murri è il nuovo presidente del Poligrafico. L'ex sottosegretario ai Trasporti Ds Giordano Angelini, nato a Ravenna nel 1939, è entrato il 19 giugno 2006 nel cda di AnsaldoBreda ( Finmeccanica).L'assessore Ds al lavoro del Comune di Genova, Mario Margini, 64 anni, funzionario di partito, dal 20 aprile è nel cda di Ansaldo Energia, società genovese di Finmeccanica. Chissà se è uno scambio di favori. Ma pochi mesi prima il Comune di Genova aveva nominato Lorenzo Borgogni, direttore relazioni esterne di Finmeccanica, nel cda di Iride, nata dalla fusione tra le municipalizzate per l'energia di Genova e Torino. Eccezione allo spoil system è Roberto Tana, ex Iri. Nonostante le simpatie per An, il navigatore Tana resta presidente Tirrenia ed è stato nominato in aprile vicepresidente di Ansaldo Energia. I guai dell'Anas e dell'Alitalia sono stati affrontati con il ricorso a due dirigenti ex Iri graditi a Palazzo Chigi. Visti i risultati eccellenti alla Fintecna, a Maurizio Prato è stata affidata la grana Alitalia. Un anno fa aveva declinato la chiamata all'Anas, a favore di Pietro Ciucci. Alla Rai Prodi ha richiamato come direttore generale Claudio Cappon, ex Italstat e Fintecna, preferito ad Antonello Perricone. Per ora, il premier non è riuscito a inserire Alessandro Ovi nel cda Rai: Angelo Petroni resiste alla revoca. Il prodiano Filippo Andreatta, figlio dello scomparso ex ministro dc Beniamino, è stato nominato nel cda di Finmeccanica.Uscito dalla Magliana, Giancarlo Cimoli è nel cda di società dell'energia (Enìa e Enertad). Avrebbe cercato, con i buoni uffici di Stella Locci, giornalista che aveva nominato direttore della rivista di bordo Ulisse 2000, di atterrare al Poligrafico o alle Poste.L'ex europarlamentare Ds Francesco Baldarelli è presidente dell'Isa, finanziaria agroalimentare. Vicepresidente è Francesco Samengo (Udc), che ha perso il posto in Sviluppo Italia. Nel cda Isa il ministro delle Risorse Agricole, Paolo De Castro, ha nominato anche Riccardo Deserti, suo capo segreteria e, fino a dieci mesi fa, a.d. di Nomisma, la società di ricerche bolognese di cui De Castro è stato presidente.L'imprenditore Massimo Carraro (Morellato), nel 1999 eletto eurodeputato indipendente con i Ds, è diventato vicepresidente Sace. Tra gli ex Alitalia è riemerso Gaetano Galia. Ciucci lo ha nominato presidente di Quadrilatero Marche Umbria, controllata Anas. In ascesa Piergiorgio Cempella, 44 anni, figlio di Domenico, ex a.d. Alitalia. Commercialista, è sindaco di molte società. Da alcuni mesi è presidente del collegio sindacale di Cemat (merci Fs) e Cinecittà Studios, la società partecipata dallo Stato e da privati, di cui è presidente Luigi Abete. Dal 2006 è sindaco della Bacini di Palermo (Fincantieri) e dell'agenzia Ansa.


Tratto da Il Sole 24 Ore