venerdì, febbraio 29
13:37

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AVEVO VISTO GIUSTO....

Archiviato da ValerioT ValerioT in: economia
De Vita (Unione petrolifera): boom prezzi, 20% da speculazione
"Non ci sono i presupposti per questo boom del barile, la corsa dei prezzi è trainata per il 20% dalla speculazione degli intermediari finanziari sul mercato internazionale". Lo afferma Pasquale De Vita, presidente dell'Unione Petrolifera Italiana, a margine del convegno organizzato dall'Aci su biocombustibile e mobilità. Secondo De Vita, sarebbe inoltre auspicabile un'azione più incisiva del governo nella riduzione delle accise sulla benzina "adottando un meccanismo più snello di quello attuale". "Non sarebbe male - conclude De Vita - un'azione di limatura dei prezzi in un momento in cui la situazione per il portafoglio é così pesante".

giovedì, febbraio 28
15:56

commenti (2)

Mumble..mumble

Archiviato da Dicke Dicke in: elezioni, destra/sinistra

Veltroni decide e comunica di andare solo e invita Berlusconi a fare lo stesso.

Berlusconi dice si' poi no, poi si' e alla fine va da solo(circa)

 

Veltroni fa un accordo in supervelocità  con idv e nel giro di una settimana anche con i radicali.
IDV dopo le elezioni confluirà nel PD e i radicali discuteranno sul da farsi.

Berlusconi fa un accordo in supervelocita’ con AN .si apparentano con la lega e perdono casini e storace(che si tira dietro una bella fetta di elettori).
Dopo le elezioni AN deciderà se sciogliersi, la lega non ci pensa proprio e Storace nemmeno.


Veltroni
propone le "liste pulite" sull'onda di quell'antipolitica che critica tanto.Nessun condannato o inquisito in lista.

Berlusconi allora propone le liste pulite, le liste senza condannati, le liste senza processati per questioni politiche.
Per ora candidano De Gregorio, fra gli altri, indagato per corruzione dalla magistratura rossa.
(e questo e’ un altro post)

 

Veltroni presenta subito il programma in 12 punti base, poi rivisti e puntualizzati meglio insieme a radicali e idv.

Berlusconi lo accusa di copiare, Bonaiuti lo accusa di copiare, Fini lo accusa di copiare, ma intanto il programma del PdL non si vede. E siccome il tempo passa, intrattengono gli elettori con un simpaticissimo gioco  chiamato:scegli  tu il programma .
 

Veltroni ha gia’ deciso molti candidati e fatto rientrare abbastanza le polemiche su cattolici e laici.
Spazio per tutti dice e NEI FATTI da’ spazio ai giovani del partito.
Lui sara’ solo il terzo candidato, perché davanti a lui ci saranno due ragazzi sconosciuti e competenti.
Aria nuova, almeno un pochino.

Berlusconi fa rientrare le polemiche con AN sulla percentuale di candidature che spettano ai due partiti.
Lui sara’ capolista e Fini secondo.
Aria e basta.
 

Veltroni parla delle candidature di Roma e Sicilia.Hanno deciso per Rutelli e Finocchiaro.
Per la scelta dei candidati da mettere in lista si faranno delle primariette.Non molto per la verita’, piu’ che altro sono consultazioni.
Diciamo che apprezziamo lo sforzo.

Berlusconi parla delle candidature di Roma e Sicilia.
Hanno deciso per Gasparri, no Meloni, no anzi Frattini ,  no per micciche’, no per Prestigiacomo, no per  Lombardo,  alla fine Vince Alemano a Roma e Lombardo e cuffaro in Sicilia.
Sul resto dei candidati  si litiga sulla percentuale da far decidere a Fini o a Berlusconi.

 

Veltroni non spende nemmeno mezza parola contro berlusconi e contro la destra.

Berlusconi da’ ancora dei ciglioni (il senso era quello) agli elettori di sinistra.

 

Uhmmmm a me pare tanto che il pdl corra dietro al PD.Siamo sicuri sicuri che berlusconi vinca?



giovedì, febbraio 28
14:43

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PERCHE' GRILLO HA RAGIONE

Archiviato da ValerioT ValerioT in: dittatura italiana
TITO BOERI
Prove tecniche di Grosse Koalition. Il decreto milleproroghe approvato in fretta e furia mercoledì scorso dalla Camera è un esempio tangibile di cosa accade quando non c'è una forte opposizione in Parlamento. Se il testo non fosse ostico, ne consiglieremmo attenta lettura a tutti coloro che si augurano un pareggio alle prossime elezioni, che porti poi alla formazione di una «grande coalizione per le riforme». Quando ci sono poche e isolate voci critiche nelle commissioni e quando c'è un accordo tacito per non parlare in giro di ciò che si approva in Aula, la nostra classe politica è prodiga di eccezioni. Più che di mille proroghe si tratta di mille deroghe. Non vengono solo estese nel tempo normative vigenti in scadenza, ma vengono addirittura ripristinate leggi già abrogate, introdotte eccezioni ad personam. Quando si riesce a decifrare il testo (ci stiamo provando a fatica sul sito www.lavoce.info) si intravede l'intervento di gruppi di pressione, anche di scala limitata. La novità è proprio che la legge si adatta anche alle micro-lobbies, quelle meno evidenti ai cittadini-elettori. Hanno tutte preso d'assalto l'ultimo treno per Yuma, l'ultima legge che verrà sicuramente approvata da questo Parlamento.

Alcuni esempi? Un solo articolo è stato espunto dalla riforma delle Authority che giace in Parlamento. Permetterà a Lamberto Cardia di rimanere in carica per due anni in più, raggiungendo così i 13 anni alla guida della Consob. Un vero e proprio record per un presidente bipartisan, che può vantarsi di essere stato nominato sia da Prodi che da Berlusconi. Se non è un provvedimento ad personam lo è senz'altro ad cardiam. Cavallo di battaglia della riforma dei concorsi universitari caldeggiata dal ministro Mussi è stata in questi anni l'abolizione dei concorsi locali e il ritorno ai concorsi nazionali. Nel «mille deroghe» vengono ripristinati i concorsi a livello locale, quelli che hanno portato a far sì che in alcune sedi, come Bari, cinque famiglie occupino ben 23 cattedre. I concorsi locali, comunque, secondo la normativa più recente avrebbero dovuto tenersi senza permettere il solito «voto di scambio», quello che permette alle baronie locali di far votare dai commissari esterni un proprio docente offrendo, in cambio, l'idoneità a uno dei loro. Una sola idoneità era concessa. Invece nel mille deroghe si torna alle due idoneità. Mentre l'università italiana inesorabilmente affonda, tornano a squillare i telefonini bollenti delle diplomazie baronali. Ne vedremo di belle.

Si dirà che sono eccezioni odiose, ma che non costano troppo alle casse dello Stato, quindi tutto sommato innocue. Abbaglio. Nel silenzio più totale si è proceduto scientemente a smantellare i pochi elementi strutturali di controllo della spesa introdotti nella passata legislatura. In particolare, si è depotenziato il patto sulla spesa sanitaria delle Regioni introdotto con la Finanziaria 2007 (e inasprito nell'ottobre scorso) che prevedeva sanzioni automatiche, fino al commissariamento delle amministrazioni responsabili degli sforamenti, per le Regioni inadempienti. Stiamo parlando di voci di spesa che concorrono a circa un quinto del bilancio dello Stato. Ci sono poi i soliti ammortizzatori sociali «à la carte», dai servizi sanitari privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale (altro intervento a sostegno delle Regioni in rosso) ai finanziamenti ad hoc per la Cassa integrazione a Malpensa, cui vengono anche destinati 40 milioni per un imprecisato «fondo di continuità infrastrutturale». L'augurio che vorremmo formulare a tutti noi viaggiatori è che le infrastrutture di collegamento all'aeroporto lombardo si sviluppino invece all'insegna della discontinuità col passato.

In questo clima idilliaco di accordo bipartisan, raccontava Gianantonio Stella sul Corriere della Sera, il Parlamento rischiava anche di approvare la «sanatoria» per la pensione dei politici e dei sindacalisti. Sarebbe stato un regalo a tutti quei parlamentari che non avevano pagato neanche i modestissimi contributi previsti dalla legge per i parlamentari e sindacalisti in aspettativa. Le generose pensioni da questi maturate sarebbero tornate a gravare come dieci anni fa interamente sulla collettività.

Certo non è solo questione di coalizioni e di opposizione che non c'è. Una classe dirigente preoccupata della propria rielezione non avrebbe comunque ceduto alle pressioni dei piccoli centri di potere, per non perdere la faccia davanti agli elettori. Ma in aprile si voterà con liste bloccate, candidature selezionate dai segretari di partito, senza permettere ai cittadini di avere alcuna voce in capitolo. Non facciamoci pertanto troppe illusioni sul ricambio della classe politica in questa tornata elettorale.

Morale della favola. Nel prossimo Parlamento avremo certamente bisogno di una vera maggioranza, in grado di governare anziché solo sopravvivere. Ma avremo altrettanto bisogno di una sana e robusta opposizione.
Tratto da La Stampa

giovedì, febbraio 28
11:09

commenti (3)

Baudo ha ragione e la prescrizione corre.

Archiviato da Dicke Dicke in: giustizia
Scopro dalla BBC che  Berlusconi ha chiesto la sospensione dei suoi processi, anzi di quello per frode (gia' è ancora sotto processo per cosette nuove e non solo uno.). perche'  deve dedicarsi alla campagna elettorale.
La cosa piu' allucinate e' che  il tribunale ha acconsentito di sospendere fino ad aprile.

Siamo eccome in un Italia di merda

mercoledì, febbraio 27
13:44

commenti (8)

LA GRANDE TROMBATA

Archiviato da ValerioT ValerioT in: senzaparole, libero mercato
Scusate il ragionamento terra terra....

un po' di tempo fa 1$ = 1€ circa ed il barile di petrolio costava circa 60$, cioè 60€

adesso 1,5$ = 1€ e quindi il barile di petriolio 100$ = 66€

CHI CI STA TROMBANDO ALLA GRANDE????